██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Issime
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwiqIssime (pronuncia mwigfr. /isim/ - mwjqÉischeme in mwjgtöitschu, mwjwÉséima in mwkapatois di mwkqGabycite-ref-referencea-5-0[5], mwlgEichima in mwlwpatois valdostanocite-ref-referencea-5-1[5], mwnaEinsimmen in mwnqtedescocite-ref-6[6]) è un mwogcomune italiano mwowsparso di mwpa372 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwqqValle d'Aosta orientale.
Contents
• Vette
• Storia
• Simboli
• Cultura
• Musei
• Cucina
• Società
• Economia
• Sport
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Geografia fisica
Territorio
Issime si trova nella media mwrgvalle del Lys, l'ultima valle laterale della Valle d'Aosta sulla sinistra orografica della mwrwDora Baltea.
Il paese è attraversato dal mwsqtorrente Lys (in mwsgmwswTöitschu, mwtaLyesu).
A valle del capoluogo, nei pressi del mwtggouffre de Guillemore (in mwtwmwuaTöitschu, mwuqz’Gilljumuart), si trova lo sbarramento di Guillemore, che forma un lago artificiale apprezzato anche per la pesca sportiva.cite-ref-7[7]
• mwwaClassificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)cite-ref-8[8]
Geografia antropica
Storicamente il territorio di Issime si divideva in tre parti:
• Il mwyqTiers de la plaine, fondovalle di Issime e sede del capoluogo (mwygDuarf), dal mwywgouffre de Guillemore fino al villaggio di mwzaZuino escluso, mentre il confine della parrocchia di mwzqIssime-Saint-Jacques arriva fino al luogo chiamato mwzgzam Rubbi (mwzwRubin nel mwaapatois francoprovenzale di mwaqGaby), ben oltre il villaggio di Zuino; in questa parte è compreso anche il vallone di Tourrison (in mwagmwawTöitschu, mwbaTurrudschun-Gumbu);
• Il mwbgTiers Dessus, storicamente mwbwIssime-Saint-Michel (localmente, mwcaÜberlann, cioè "la parte alta del paese", riferito alla sua posizione a monte del capoluogo), costituito nel comune di mwcqGaby nel 1952;
• Il mwcwTiers de la montagne, comprendente i due valloni di mwdaSaint-Grat (mwdqSen-Kroasch-Gumbu) e di Bourines (mwdgBurrunun-Gumbu).
Vette
La vetta più alta è il mweqMont Néry (3 075 metri).
Le altre vette sono:
• Nel vallone di Bourines (in mwfqmwfgTöitschu, mwfwBurrunun-Gumbu):
• la mwggWeiss Weib (in mwgwtedesco, "Sposa bianca"; in mwhamwhqTöitschu, mwhgWéis Wéibjicite-ref-d-eischemt-itschu-9-0[9]), nel vallone di Bourines.
Nel mwjavallone di San Grato (in mwjqmwjgTöitschu, mwjwSen Kroasch Gumbu):
• la mwlaBecca di Vlou (in mwlqmwlgTöitschu, mwlwz'Vluhuare)
• la mwmqBecca Torché
• il mwqgSiahuare, conosciuto dagli abitanti di mwqwChalland-Saint-Victor come mwraBec des Allemands o mwrqCorno dei laghi.
• Nel vallone del Tourrison (in mwrwmwsaTöitschu, mwsqTurrudshu-Gumbu), in mwsgsinistra idrografica del mwswLys:
• il mwtgMont Crest
• il mwuaMont des Pierres-Blanches.cite-ref-11[11]
Origini del nome
Il toponimo ufficiale, mwygIssime, è in mwywfrancese.
Sono presenti inoltre le forme:
• mwzwÉischeme nella variante mw0aÉischemtöitschu della mw0qlingua walser
• mw1wEichima in mw2apatois valdostano standard
• mw2gEinsimmen in mw2wtedesco (obsoleto).
Storia
In epoca pre-romana, Issime fu interessato da stanziamenti di carattere agro-pastorale e commerciale, legati allo sfruttamento minerario.
Nel mw5aMedioevo divenne capoluogo del mandamento della potente famiglia nobiliare Vallaise (bassa Valle d'Aosta), che nel 1227 concesse al paese, insieme a privilegi speciali tramite uno statuto locale che rimase in vigore fino al 1773.
A partire dal XIII secolo, fu sede del tribunale, la cui sede sorge sulla piazza di mw5wDuarf, il capoluogo, e dove un giudice e due consiglieri amministravano la giustizia per i baroni de Vallaise. Issime svolse un ruolo di primo piano anche in ambito religioso, come unica parrocchia dell'alta mw6avalle del Lys fino al 1660.
L'insediamento delle genti walser, che si integrarono alla popolazione autoctona di lingua e cultura mw6gfranco-provenzale, ha dato vita a un dialetto, a costumi e tradizioni, e ad un'architettura originale e tuttora vivente e ottimamente conservata. I migliori esempi di case tipiche walser ("mw6wStädel") si trovano nel mw7avallone di San Grato (mw7qSen-Kroasch Gumbu, in mw7gmw7wTöitschu) e nel vallone di Bourines (mw8aBurrunun Gumbu, in mw8qmw8gTöitschu).
Durante la mw9aseconda guerra mondiale, Issime accolse per alcuni mesi nell'inverno 1942-43 una famiglia di profughi ebrei croati, i Kohn (padre, madre e due figli), in regime di internamento libero, prima del loro trasferimento al mw9qcampo di Ferramonti in Calabria, dove saranno liberati nel settembre 1943 dall'arrivo degli Alleati.cite-ref-14[14] Nel 1942 si era stabilita a Issime - per sfuggire ai bombardamenti - anche la famiglia dell'avvocato mw-gRemo Jona (anch'egli con la moglie e due bambini), i quali dal 1936 vi trascorrevano abitualmente le vacanze. Con l'occupazione nazista e la mw-wRepubblica Sociale Italiana i Jona si illusero che le molte amichevoli relazioni intrecciate in paese li avrebbero protetti. Furono invece arrestati dai carabinieri il 7 dicembre 1943 e deportati ad Auschwitz. Solo Remo Jona vi farà ritorno.cite-ref-15[15]
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 5 febbraio 1987.cite-ref-16[16]
«
Interzato
calzato
: nel primo, d'azzurro, al
cuore
partito d'argento e di rosso, caricato di dieci stelle poste in palo, tre, quattro, tre, le sei laterali
dell'uno nell'altro
, le quattro centrali
dell'uno all'altro
, cimato dal numero 4 con doppio tratto orizzontale, d'argento, esso cuore accompagnato in punta da due ramoscelli di verde, decussati in punta; nel secondo,
fasciato
di rosso e d'argento, la prima fascia d'argento caricata dalla croce patente di rosso, accompagnata a destra e a sinistra da due stelle di cinque raggi, dello stesso; nel terzo, di nero, al leone d'argento, linguato e armato di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Nella prima partizione dello scudo è raffigurato il simbolo delle comunità walsercite-ref-17[17]; nella parte centrale l'arma dei Vallaise e d'Arnad, che nel Medioevo furono signori del luogo e di quasi tutta la valle del Lys; nella terza parte l'emblema del mwaqwDucato di Aosta.
Il gonfalone è un drappo di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• A Duarf, la mwarichiesa parrocchiale di San Giacomo presenta dei pregevoli affreschi del mwarmGiudizio Universale, i misteri del Rosario sul sagrato, il fonte battesimale in stile romanico e soprattutto l'altare maggiore barocco (il secondo della Valle d'Aosta per dimensioni dopo quello di mwarqAntagnod) con 182 statue. Gli affreschi della facciata hanno ispirato la facciata della parrocchiale di mwaruPerloz, dedicata a San Salvatore (mwarySaint-Sauveur)
• la cappella di Santa Margherita nel mwargvallone di San Grato
Architetture civili
• A Duarf, il "tribunale dei Vallaise", davanti all'ex palazzo del municipio.
• Vari “Stadel” lungo il mwar0vallone di San Grato, andando verso il Col Dondeuil.
Cultura
Issime è un paese di lingua e cultura mwavawalser. L'elemento che contraddistingue la comunità issimese rispetto ad altre realtà dell'arco alpino, come evidenziato da molti studi, sono il plurilinguismo e la compresenza di due gruppi etnici (quello mwavetedescofono e quello mwavifrancoprovenzale). Riguardo al plurilinguismo, storicamente attestato, si arriva effettivamente fino a cinque varietà (mwavmmwavqTöitschu, mwavupatois di Gaby, mwavypiemontese, francese e, ultimamente, italiano) nelle competenze linguistiche dei suoi abitanti.
Questa particolarità è evidente nel dialetto, nei toponimi, nell'architettura, e nel costume tipico.
Lingue e dialetti
Insieme a mwavoGressoney-La-Trinité e mwavsGressoney-Saint-Jean Issime costituisce un'isola linguistica tedesca appartenente alla comunità dei mwavwWalser. La popolazione parla infatti un dialetto alemanno, l'mwav0mwav4mwav8Éischemtöitschu.
Il 65,25% della popolazione conosce il dialetto walsercite-ref-19[19], ma solo il 23,88% dichiara di averlo come lingua materna.cite-ref-20[20] Inoltre circa il 5% della popolazione parla il mwawkFrancoprovenzale.
Oltre ad essere trilingue italiano-francese-tedesco (lingue di istruzione ufficiali per i comuni germanofoni dell'alta mwawsValle del Lys), nel territorio di Issime, la popolazione conosce il mwawwpatois francoprovenzale valdostano, in virtù della vicinanza con i comuni di mwaw4Gaby e mwaw8Fontainemore, e, in virtù della vicinanza geografica e dei rapporti storici con l'adiacente mwaxaValsesia e con il mwaxeCanavese, anche il mwaxipiemontese.
Il Töitschu e l'Associazione Augusta
Il Töitschu è la variante della mwazclingua walser parlata dal gruppo di mercanti del mwazgVallese che nel 1300 migrarono verso sud per esigenze principalmente demografiche.
Rispetto al dialetto di Gressoney, denominato mwazomwazsGreschòneytitsch, quello di Issime ha subito meno modifiche nel corso dei secoli; ciononostante, è evidente l'influsso del mwazwpatois valdostano, del mwaz0piemontese, del mwaz4francese, e dell'italiano. La comunità issimese è plurilingue.
Attualmente il mwaaaTöitschu è parlato correntemente da buona parte degli abitanti del paese, e sono in corso numerosi tentativi di apprendimento di tipo scolastico. È edito, a cura dellmwaae'mwaaiAssociazione Augusta, un dizionario Italiano-Töitschu e Töitschu-italianocite-ref-21[21] e una rivista omonima edita dal 1969. Sono inoltre numerosi i libri e i saggi pubblicati dall'associazione. L'associazione Augusta è nata nel 1967 ed è attiva nella salvaguardia e valorizzazione degli aspetti culturali del paese con particolare attenzione alle lingue e al paesaggio naturale e culturale. Sede dell'associazione è l'antica casa parrocchiale sita nel capoluogo (Duarf).
Degli esempi di töitschu sono:
• mwaaoVergelzgott = grazie (cfr. mwaasted., mwaawVergelt's Gott da mwaa0Gott vergelte (belohne) es, lett. "che Dio lo ricompensi")
• mwaa8Chrigschman = soldato (cfr. mwabated., mwabeKriegsmann, lett. "uomo della guerra")
• mwabmHeersij (cfr. mwabqted., mwabuHerzchen o mwabyHerzlein, lett. "mwabccuoricino"), diminutivo di mwabgHeers (= cuore) = fidanzato/a.
• mwaboD'lljibigotschaugjinimwabs : lett. «mwabw gli occhietti del buon Diomwab0 » = i mwab4myosotis.
Un esempio comparativo con il mwacaPadre nostro:
| Eischemtöitschu | Tedesco | Italiano |
|---|---|---|
| Ündschen Atte das bischt im hümmil, Das déin noame séji gwihti, das déin weelt cheemi, das als séggi wi d’ willischt sua im hümmil wi ouf im heert. Gib n’ündsch höit ünz bruat van all toaga, tu n’ündsch varzîn ündsch schuldini wi wir varzîn deenen das n’ündsch séin schuldig, loa n’ündsch nöit vallen im schwache weg, wa hüt n’ündsch ous ter ellji büaschi dinhi. Amen | Vater unser im Himmel, geheiligt werde dein Name. Dein Reich komme. Dein Wille geschehe, wie im Himmel so auf Erden. Unser tägliches Brot gib uns heute. Und vergib uns unsere Schuld, wie auch wir vergeben unsern Schuldigern. Und führe uns nicht in Versuchung, sondern erlöse uns von dem Bösen. Amen. | Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen |
Dei proverbi:
• mwafeGoan tringhien in d'Lljéisu un arwinnen mit dam dust.
Andare a bere nel mwafqLys e tornare con la sete (essere incontentabili).
• mwafcVarchaufen d'sunnu um chaufen dar moanu.
Vendere il sole per comprare la luna (dormire di giorno per far festa di notte).
• mwafwIs het sövvil gschnout, das d'hénji hen muan bikhjen d'steerni.
Ha nevicato così tanto, che le galline beccano le stelle.
Il töitschu presenta inoltre dei prestiti provenienti dalle lingue limitrofe, il mwagafrancese e il mwagepatois valdostano:
• mutschur (< fr. mouchoir) = fazzoletto
• tretwar (< fr. trottoir) = marciapiede
• rido (< fr. rideau) = tenda
• verdscháts (= scoiattolo) dal francoprovenzale mwagcverdjátscite-ref-22[22].
A Issime si trova inoltre la sede del mwag0Dauernder Rat für die Wahrung der Walser Sprache und Kultur (= Consulta permanente per la salvaguardia della lingua e della cultura walser), per l'alta valle del Lys.cite-ref-23[23]
mwahmTesto audio:
mwah0Z’Éischeme, z’beerg ol im grunn, wénn mu het kheen antwier z’wacht, gschlecht, nachpara ol gséllji ischt gsinh dar brouch z’hannun as kollutziunh, sua auch vür a rüddu (troa hoei, troa mischt im moane, ecc.).
mwah8Unz as sibenzg joar hinner, Sen Kroasch beerga, vür d’Winnacht, sén gsinh volli lljöit mita dam via um étzen z’hoei un aschparren das im grunn vür dan gruasse winter. Ievun voaren ingier, tor eini, tor endri hen avittrut d’nachpara un ghannut as kollutziunh wass dschi hen kheen zam hous: wust un dschambunh, gute chiesch, chüjini, bloat néidlu ol batüwa, kaffi, milch, wéin, hunkh um essen mit dam bruat.
mwaieWa wéilu voart, antwier das ischt gcheen a wissu ischt kannhe lotze um etwas gschöjun. Im Ronh, darwil eina der wachtunu, ellji sén gsinh im pielljhe un séntsch nen kannhen troan awek d’chüjini van im hous … um dschi essen mit anner gséllji … auch das ischt gsinh an brouch.
mwaimZam méztku, bsinnimich lannhuscht, hentsch toan z’grobschta allz im selben tag, un dé spoat d’nacht, het mu mussun chorrun da nawe wust un z’buddinh, as poar trüffili ol stekhjini um essen darmit un etwas z’tringhien … wir chinn sén aschuan gsinh z’schloafe un séntsch nüntsch kannhen arwékhjen un troa chorrun z’buddinh. Génh wénn mu het kesse ol trunghe, séjiis in as kollutziunh ol wachen am tuate, z’miternacht hentsch gmachut z’kaffi, ol vür gien da vargeb, woa dschi hen keen elljene an trungh, hentsch nündsch zeihut z’gwintschen vür d’lljaubu sieli; “Gottsch ergans vür d’lljaubu sieli”, un d’chinn: “das war mieje wacksen gsünni, grechi un gwoaltigi”.
Traduzione: Ad Issime, all’alpe o al piano, quando veniva qualcuno in veglia, parenti, vicini o amici si usava preparare uno spuntino notturno, così pure per una corvée (portare fieno, portare legname al chiaro di luna, ecc.). Fino a settant’anni fa, il vallone di San Grato, durante l’avvento, era abitato, la gente vi era salita con il bestiame per consumare il foraggio e risparmiare quello del piano per il pieno inverno. Prima di scendere, ora gli uni, ora gli altri, invitavano i vicini e preparavano lo spuntino notturno con quello che avevano in casa: salame e prosciutto, buona toma, frittelle, panna montata, batüwa (panna sbattuta con uova, vino e zucchero), caffè, latte, vino, miele da mangiare con il pane. Ma, talvolta, qualcuno che ne era venuto a conoscenza, si appostava per trafugare qualcosa. Al Ronh, durante una di quelle veglie, tutti erano nel tinello e sono entrati in cucina a portar via le frittelle … per mangiarsele con altri amici … anche quella era un’usanza. Alla macellazione del maiale, ricordo, tanto tempo fa, si faceva quasi tutto in una giornata e, a tarda notte, bisognava ancora assaggiare il salame nuovo e il sanguinaccio, patate o grissini per accompagnare e qualcosa da bere; noi bambini stavamo già dormendo e ci svegliavano per farci assaggiare il sanguinaccio. Ogni volta che ci venivano offerti cibo e bevande, sia nelle veglie come in quelle funebri, a mezzanotte si faceva il caffè, quando si faceva una visita al defunto, dove veniva offerta a tutti una bevanda, ci hanno insegnato ad offrirlo in suffragio alle anime del Purgatorio. “Dio lo renda alle anime del Purgatorio”, e i bambini: “che possiamo crescere sani, robusti e onesti.” (Pubblicato in: mwaiuAugusta 56, 2024, p.mwaiy 44.)
Il vallone di San Grato
Il mwaiovallone di San Grato nel suo stato attuale mostra i segni, visibili sia nelle zone esposte che in quelle nascoste dai boschi, della storia della sua colonizzazione. In effetti, si tratta di un vallone di orientamento est-ovest di cui una larga fetta di versante esposto a sud è stata nel medioevo divisa in lotti (mwaisparticelle). Probabilmente in principio, per gli abitanti originari di Issime, in seguito per i nuovi arrivati, i mwaiwWalser. I Walser si sono installati nel vallone e vi hanno vissuto almeno a partire dal XIV secolo, utilizzando una parte di queste grandi particelle, dopo aver disboscato parte del territorio in differenti modi. Il paesaggio presenta, quindi, gli elementi di modifica del territorio che ricordano i molteplici modi di sfruttare la montagna a fini agricoli, sia estensivi, sia intensivi. Questo esempio di habitat diffuso, dove hanno coesistito delle popolazioni di origine differente su un territorio limitato, è unico in Valle d'Aostacite-ref-august-24-0[24].
Queste differenti evoluzioni sono particolarmente ben visibili tra mwajiPrassevin e mwajmZöin (zona dei mwajqmayen), e fra quest'ultimo e mwajuRéich, passando per mwajyVlüekhji, dove i mwajcrascard del XV secolo raccontano i tentativi di utilizzo dellmwajg'mwajkmwajoadret del vallone a fini cerealicolicite-ref-august-24-1[24].
Il vallone di San Grato è l'unico esempio in Valle d'Aosta di struttura fondiaria della colonizzazione mantenuta intatta, passata da un insediamento temporaneo (della popolazione romanza) ad un insediamento stabile (della popolazione walser)cite-ref-august-24-2[24].
Le attività e il loro impatto sul territorio
Ciascun lotto ha conosciuto una storia agraria differente, che sarebbe da studiare in modo approfondito, ma per un occhio avvezzo è facile riconoscere che certi lotti sono stati adibiti a pascolo, come il territorio sotto mwakyToeifi, e che altri hanno conosciuto uno sfruttamento intensivo (campi cerealicoli e prati da sfalcio)cite-ref-august-24-3[24].
Appena a monte di mwakwToeifi, si nota a mwak0Granir (zona di mwak4Invanh), che il lotto circostante al grande mwak8Stadel del XV-XVII secolo è circondato dai resti di terrazzamenti cerealicoli che non sono interclusi da muri, come avverrebbe se la zona fosse adibita anche a pascolo. A mwalaMéttelti, invece, fino all'inizio del XX secolo, il lotto è stato utilizzato come habitat per delle colture più intensive e la particella è ancora attualmente contornata da un cordone di muri in pietra, alcuni in cattivo stato di conservazione, ma che raccontano la storia di questa particella dove le colture intensive si sono mantenute, mentre le vicinanze (es. mwaleToeifi e mwaliInvanh) erano dedicate all'allevamento estensivo del bestiamecite-ref-august-24-4[24].
Due sono le mulattiere che salgono il fianco esposto a sud del vallone, una si snoda nella fascia bassa del versante detta mwalgdan undre Weg (mulattiera di sotto), anche chiamata mwalkda Vuss Weg (mulattiera pedonale) e l'altra, appunto, che si snoda nella fascia alta del versante detta mwalodan uabre Weg (mulattiera di sopra) o mwalsd'Chünu Weg (mulattiera per le mucche). Sia la suddetta mulattiera bassa, sia la mulattiera alta, rispettivamente a valle e a monte di mwalwMéttelti, permettono di raggiungere tal luogo, e i sentieri (mwal0Gassi), che vi penetrano dall'alto e dal basso, delimitati da muretti o da lastre o pietre inserite verticalmente (mwal4Blatti), per impedire che al passaggio delle mucche queste ultime uscissero nei campi, sono ancora visibilicite-ref-august-24-5[24].
In effetti, i due differenti percorsi, mwamqdan undre Weg e mwamudan uabre Weg, paralleli alle curve di livello, lungo i quali si distribuiscono le particelle realizzate in maniera diffusa, perché appartenenti a proprietari differenti al momento della colonizzazione del territorio, corrispondono ai camminamenti di penetrazione nel bosco e allo schema direttivo della messa in coltura stessa del Vallone di San Grato. Occorre notare che nel catasto d'impianto del 1898 la mulattiera alta è indicata come “Strada vicinale di Munes”, denominazione che evidenzia bene l'importanza che la stessa rivestiva nel sistema viario del vallone di San Gratocite-ref-august-24-6[24].
Nel vallone di San Grato si identificano tre zone, conosciute col nome di mwamsd'undrun Beerga (i mwamwmayen inferiori) dai 1300 m ai 1600 m s.l.m., mwam0d'uabrun Beerga (i mwam4mayens superiori) dai 1600 m ai 1800 m s.l.m. e gli alpeggi mwam8d'Alpicite-ref-august-24-7[24].
I mwanuBeerga si trovano nel territorio fra il fondovalle di Issime e gli alpeggi, e fino alla prima metà del XIX costituivano sedi stabili d'insediamento. Questa fascia, attualmente, è sfruttata a pascolo estensivo, ma fino agli anni '60 del secolo scorso era utilizzata, ancora e in parte, a coltura intensiva, prati da sfalcio, campi di segale, e soprattutto di patate, coltivate dalla fine del XVIII secolo, quando si introdusse nell'alimentazione umana il prezioso tuberocite-ref-august-24-8[24].
Il nome dei villaggi dei mwansd'undrun Beerga: mwanwSallir, Büntscht, Mun Russ, Mullersch Balmu, Karruzu, Tschachtelljer, Walécku, Valbounu, Vatt, Ronhkji, Tschuckjini, Vétt, Bouschtschucke, Hürllji, Lénhe Ronh, Benekoadi, Buart, Prassevin, Ribulu, Lansiniri, Hubal, Hantschécku, Écku, Oeju, Bech, Chlousi, Blatti, Walkhu, Scheiticite-ref-august-24-9[24].
Il nome dei villaggi dei mwaoid'uabrun Beerga: mwaomHöischer, Chröiz, Bühl, Zöin, Mattu, Ruassi, Ronh, Mörenzi, Gradunérp, Büertji, Méttelticite-ref-august-24-10[24].
Il nome degli alpeggi mwaokd'Alpi: mwaooJoakischstubbi, Unnertschucki, Petschtschucki, Tschuckerschronh, Jansérp, Prassiro, Brechu, Tschucke, Buadma, Roseritz, Pianh, Schwoarzen Buade, Simulettu, Éischemblattu, Réich, Blackgoavenu, Bröi, Kwerratsch, Kölbrunne, Galm, Toeifi, Pintschenécku, Bühla, Invanh, Ritmal, Tannu, Geissungoade, Ronca, Stubbi, Woart, Vlüekhjini, Bülti, Vlüekhji, Valfreidu, Keckeretschjatz, Méttju, Mundschuvett, Mühni (Munes, Madonna delle Nevi)mwaos, Stein, Bétti, Wanh, Windjil, Rollumattu, Siawjini, Siawacite-ref-august-24-11[24].
Musei
• museo di arte sacra nella chiesa di San Giacomo
Associazioni
A Issime è presente una banda musicale, la mwapyMusikkapelle "La Lira", fondata nel 1906, la cui sede è la mwapcMusik Hauscite-ref-0-25-0[25], a Tontinel.
Biblioteche
In località Duarf 11, presso la mwaqiMaison Vallaise, ha sede la biblioteca comunale.
Cucina
Sono tipici della cucina di Issime:
tra i primi
• mwaqoFessilsûppu, piatto unico a base di riso e fagioli conditi con burro e formaggio
tra i dolci
• le mwarefrittelle di mele
• le mwarmmwarqmerveilles
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 11 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
• mwasaRomania 5,17%
Eventi e manifestazioni
Feste e fiere
• Festa patronale di mwasuSan Giacomo, ultima settimana di luglio;
• Festa patronale invernale di mwascSan Sebastiano;
• mwaskAntalpu, festa analoga della mwasoDésalpe (mwassfrancese) o mwaswDésarpa (mwas0patois), ovvero la discesa degli alpeggi (mwas4transumanza), il 29 settembre;
• Festa di mwataSanta Cecilia, organizzata dalla banda musicale locale, la mwateMusikkapelle La Liracite-ref-0-25-1[25];
• mwatcZ'Wacht im Duarf, che nel dialetto mwatgmwatkTöitschu significa "Veglia nel paese", organizzata dal comune in collaborazione con la proloco, con la Musikkapelle e con le scuole elementari, ai primi di febbraio: rievocazione di antichi mestieri, musica e stand gastronomici;
• Festa dell'Associazione Augusta, si svolge normalmente in primavera con la presentazione della rivista annuale "AUGUSTA" edita dal 1969.
• mwatwBataille de reines, organizzata il 25 Aprile ogni due anni.
Economia
Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Issime si produce mwat8energia idroelettrica. La mwauacentrale omonima, in località Gran Praz, è in gestione alla mwaueCVA e sfrutta le acque del mwauiLys.cite-ref-27[27]
Amministrazione
A Issime si trova la sede dell'mwau8Unité des Communes valdôtaines Walser (in tedesco, mwavaUnion der Aostataler Walsergemeinden), della quale fanno parte anche i comuni di mwaveGaby, mwaviGressoney-Saint-Jean e mwavmGressoney-La-Trinité.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 giugno 1985 | 18 maggio 1990 | Guido Linty | Union Valdôtaine | Sindaco | [ 28 ] |
| 18 maggio 1990 | 29 maggio 1995 | Marco Busso | - | Sindaco | [ 28 ] |
| 29 maggio 1995 | 30 novembre 1996 | Guido Linty | - | Sindaco | [ 28 ] |
| 26 maggio 1997 | 20 maggio 2002 | Emanuela Vassoney | lista civica | Sindaco | [ 28 ] |
| 20 maggio 2002 | 21 maggio 2007 | Emanuela Vassoney | lista civica | Sindaco | [ 28 ] |
| 21 maggio 2007 | 28 maggio 2012 | Christian Linty | lista civica | Sindaco | [ 28 ] |
| 28 maggio 2012 | 7 maggio 2017 | Christian Linty | | Sindaco | [ 28 ] |
| 7 maggio 2017 | 16 maggio 2022 | Christian Linty | | Sindaco | [ 28 ] |
| 16 maggio 2022 | "in carica" | Enrico Montanari | Lista civica | Sindaco | [ 28 ] |
Sport
Nel comune di Issime si è svolta per anni la mwaywMarcia del Dondeuil.
Il campo di calcio comunale, denominato mwazumwazyWalser Stadion, si situa in località Plane.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-11. mwaz0http://www.comuni-italiani.it/007/036/
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwa0mmwa0qmwa0uBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwa0ydemo.istat.it, mwa0cISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mwa0smwa0wmwa00Classificazione sismica (mwa04mwa08XLS), su mwa1arischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwa1qmwa1umwa1yTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwa1cmwa1gPDF), in mwa1kciterefmwa1oLeggemwa1s mwa1w26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa10Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa14 151. mwa18URL consultato il 25 aprile 2012 mwa2a(archiviato dall'mwa2eurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-66. ↑ Obsoleto.
cite-note-77. ↑ mwa3qCatasto laghi > Sbarramento Guillemore mwa3uArchiviatomwa3y il 15 dicembre 2013 in mwa3cInternet Archivemwa3g., www.arpa.vda.it
cite-note-88. ↑ mwa30Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it
cite-note-d-eischemt-itschu-99. ↑ Michele Musso, Imelda Ronco, mwa4mD'Eischemtöitschumwa4q : vocabolario töitschu-italiano, Walser Kulturzentrum, mwa4uGressoney-Saint-Jean, ed. Musumeci, mwa4yQuart, 1998, p. 300.
cite-note-1010. ↑ mwa4omwa4smwa4wISSIME / EISCHEME - Walser Gemeinschaft im Aostatal, su mwa40isolelinguistiche.it.
cite-note-1111. ↑ mwa5eCarta Tecnica Regionale, Regione Autonoma Valle d'Aosta; on-line su mwa5iGeoNavigatore mwa5mArchiviatomwa5q il 16 maggio 2019 in mwa5uInternet Archivemwa5y. (consultato nel settembre 2013)
cite-note-1212. ↑ mwa5sGoffredo Casalis, mwa5wmwa50Dizionario geografico, vol.mwa54 VIII, Torino, 1841.
cite-note-1313. ↑ mwa6iVallée d'Aoste autrefois, raccolta di opere di mwa6mRobert Berton, 1981, Sagep ed., Genova.
cite-note-1414. ↑ Josip Kohn, con la moglie Rosa Pfeffer, la figlia Antonia Miriam (n.1927) e il figlio Edmondo (n.1929). mwa6cEbrei stranieri internati in Italia.
cite-note-1515. ↑ Remo Jona con la moglie Ilka Vitale e i figli Ruggero (n.1932) e Raimondo (n.1937). La moglie e i figli furono subito uccisi al loro arrivo ad Auschwitz il 26 febbraio 1944. Remo Jona sopravvisse fino alla liberazione del campo il 27 gennaio 1945. Cf. Paolo Momigliano Levi, mwa6sLa quotidianità negata. Da Issime ad Auschwitz: il caso della famiglia di Remo Jona, Aosta, Le Château Editore, 2001.
cite-note-1616. ↑ mwa68mwa7amwa7eDecreto del Presidente della Repubblica del 05/02/1987 (mwa7imwa7mPDF).
cite-note-1717. ↑ mwa7cmwa7gmwa7kLo stemma walser, su mwa7owalservda.org.
cite-note-1818. ↑ mwa74mwa78mwa8aCasaforte Herrenhaux, su mwa8eicastelli.it. mwa8iURL consultato il 23 febbraio 2024.
cite-note-1919. ↑ mwa8y(mwa8cmwa8gFR) mwa8kmwa8oSondage linguistique – Résultats | Fondation Emile Chanoux, su mwa8sfondchanoux.org. mwa8wURL consultato il 30 aprile 2020.
cite-note-2020. ↑ mwa9a(mwa9emwa9iFR) mwa9mmwa9qSondage linguistique – Résultats | Fondation Emile Chanoux, su mwa9ufondchanoux.org. mwa9yURL consultato il 30 aprile 2020.
cite-note-2121. ↑ AA.VV. (Walser Kulturzentrum), mwa9oGreschôneytitsch und d'Eischemtöitschu, 1988-1998
cite-note-2222. ↑ Ernest Schüle (1989), mwa94Les parlers Walser de la Vallée du Lys et les patois romans des alentours, Enrico Rizzi (ed.), mwa98Lingua e comunicazione simbolica nella cultura Walser, Atti del VI Convegno Internazionale di Studi Walser, Anzola d’Ossola, Fondazione Enrico Monti, 243–254.
cite-note-2323. ↑ mwa-m(mwa-qmwa-uFR) mwa-ymwa-cConseil de la Vallée - Objet du Conseil n. 2893 du 12 juillet 2007 - Resoconto, su mwa-gwww.consiglio.regione.vda.it. mwa-kURL consultato il 20 gennaio 2025 mwa-o(archiviato dall'mwa-surl originale il 19 gennaio 2021).
cite-note-august-2424. ↑ mwbaumwbaymwbacOsservazioni (mwbagmwbakPDF), su mwbaoaugustaissime.it, www.augustaissime.it. mwbasURL consultato il 20 marzo 2012 mwbaw(archiviato dall'mwba0url originale il 3 settembre 2011).
cite-note-0-2525. ↑ mwbbmmwbbqmwbbuSito ufficiale della Musikkapelle, su mwbbymusikkapellelalira.it.
cite-note-2626. ↑ Dati tratti da: mwbbomwbbsmwbbwmwbb0mwbb4Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwbb8mwbcaPDF), su mwbceebiblio.istat.it, mwbciISTAT. mwbcmmwbcqmwbcumwbcyPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwbccesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-interno-284. mwbechttp://amministratori.interno.it/
cite-note-2929. ↑ mwbesmwbewmwbe0Cronoscalata al Bivacco Cravetto sul Mont Nery, su mwbe4www.lovevda.it. mwbe8URL consultato l'11 settembre 2024.
Bibliografia
• mwbfmGuida Rurale della Valle d'Aosta. Comunità Montana Mont Rose - Walser, Alta Valle del Lys, Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali - Regione Autonoma Valle d'Aosta, 2009.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Issime
Collegamenti esterni
• (IT, FR) Sito ufficiale, su comune.issime.ao.it.
• citerefsapere-itIssime, su sapere.it, De Agostini.
• mwbgiIssime, su sito ufficiale del Turismo in Valle d'Aosta.